Viola scuro nel bicchiere. Potente al naso con evidenti odori di more, spezie e una nota secondaria di liquirizia alla fine. In bocca è corposo, con un pesante rivestimento di tannini, l'essiccazione al palato è sgradevole, buona comunque la struttura e di evidente qualità, privo di frutta, ha un finale lungo e persistente. Vino non ancora maturo si apprezzerà in modo completo dopo il 2012 (SN - 09.08)
Annata
2003
Gradazione
13.5 %
Contenuto
0.75 l.
Tipologia
Pasto
Classificazione
DOC
Uva
100% Montepulciano d'Abruzzo
Gusto
Ampio, fruttato, floreale, speziato (frutti di bosco rossi e maturi, more, peonie, eucalipto, rose antiche, vaniglia, cacao, cuoio, humus)
Colore
Rosso rubino cupo con riflessi bluastri.
Profumo
Molto intenso - complesso - ampio - fine.
Abbinamento
Cinghiale arrosto o marinato, agnello al forno, carni rose in generale, soprattutto cacciagione. Formaggi potenti, cioccolata amara.
Temperatura di servizio
18°c
Epoca di vendemmia
Fine di ottobre.
L'OPINIONE DI THE CELLAR DOOR
Un'altra buona annata, non la migliore, comunque con un lungo futuro davanti a sè. Grande eleganza e spessore. Il colore è rubino cupo, intenso, di grande limpidezza. Al naso toni speziati e fruttati, per proseguire con note mentolate e grafite. In bocca rimarca le sensazioni olfattive amplificate da prolungata freschezza. Finisce lungo, lasciando pulito il palato.
Probabilmente il miglior esempio di Montepulciano d'Abruzzo , si merita tutti i punti assegnati dalle valutazioni di 93/100 da Winespectator e Robert Parker. La Villa Gemma è un vino fermentato in rovere francese, affinato per 24 mesi in barriques francesi.
Punteggio: 89/100
89 punti per un buon prodotto di Masciarelli. Riteniamo tuttavia che a questo prezzo si possa trovare anche qualche altro vino di livello migliore. Questa non è la migliore annata, il 2003 è stato molto caldo in tutta Italia e ciò ha portato qualche squilibrio ai vini, per questo si mantiene sotto 90 punti.
L'enologo pioniere Gianni Masciarelli diede vita a questa tenuta nel 1981 contribuendo a portare il Montepulciano d'Abruzzo in prima linea tra i vini italiani sia a livello nazionale che all'estero. Il suo più grande vino, la Villa Gemma è generalmente considerato come il migliore Montepulciano d'Abruzzo mai prodotto.
Città
Chieti
Abruzzo
L’Abruzzo enologico è ormai una grande realtà. Lo dimostra la crescita qualitativa supportata dall’interesse della critica e del mercato e dai successi riportati ogni anno nei concorsi nazionali ed internazionali. La valorizzazione del territorio e dei suoi vitigni autoctoni più importanti, il Montepulciano in modo particolare, unita ad una nuova generazione di enologi e di imprenditori vitivinicoli, rappresentano oggi i punti di forza dell’enologia abruzzese. l Montepulciano è considerato da diversi anni uno tra i grandi vitigni a bacca rossa d’Italia. Si hanno notizie certe sulla sua presenza in Abruzzo sin dalla metà del ‘700 ed oggi esso rappresenta più della metà della base ampelografica regionale, oltre ad essere il vitigno di riferimento della doc Montepulciano d’Abruzzo, che conta anche la tipologia Cerasuolo. Il vitigno bianco Trebbiano d’Abruzzo dà origine invece all’omonima doc, altra protagonista della storia vinicola della regione. Il territorio abruzzese è naturalmente predisposto alla vitivinicoltura, collocato com’è tra il mare Adriatico e i massicci del Gran Sasso d’Italia e della Majella, nell’ambito dei quali si snodano tre Parchi Nazionali e più di dieci tra riserve nazionali e regionali. L’Abruzzo infatti può essere suddiviso in due zone: quella interna montuosa, che costituisce oltre il 65% dell’intero territorio regionale, e quella litoranea con l’ampia fascia collinare. Il clima si presenta piuttosto mite sul versante appenninico rivolto all’Adriatico, più continentale quello dei bacini interni. Nel complesso quindi si uniscono i vantaggi di una buona piovosità e di un’elevata insolazione ad un clima generalmente mite. Gli imponenti massicci del Gran Sasso e della Majella, siti a breve distanza dal mare (tra 30 e 40 minuti di automobile), generano forti escursioni termiche tra giorno e notte che, associate ad una buona ventilazione, garantiscono alla vite un microclima ideale per vegetare e produrre uve di straordinaria qualità. Presente da secoli nella Valle Peligna, in provincia dell’Aquila, la viticoltura abruzzese si è sviluppata soprattutto negli ultimi 40-50 anni: è pertanto una viticoltura giovane, specializzata, molto razionale, che ha via via abbandonato le aree più difficili per ridistribuirsi in quelle più vocate della collina litoranea. La vitivinicoltura abruzzese, che rappresenta il comparto di maggiore importanza nell’ambito della produzione agricola regionale, conta su 36 mila ettari di superficie vitata per una produzione annua di 3,8 milioni di ettolitri; la produzione di vini a denominazione di origine raggiunge il milione di ettolitri, oltre 800 mila dei quali sono di Montepulciano d’Abruzzo, 192 mila di Trebbiano d’Abruzzo e 4 mila ciascuno per la doc Controguerra e per il Montepulciano d’Abruzzo “Colline Teramane” che dalla vendemmia 2003 può fregiarsi della Docg. Le aree produttive si concentrano per la quasi totalità nella zona collinare: in particolare, nella provincia di Chieti ricade oltre il 75% del territorio vitato, seguono Pescara e Teramo con circa il 10% cadauna ed infine L’Aquila con meno del 4%. La forma di allevamento maggiormente diffusa in Abruzzo è la pergola abruzzese che rappresenta oltre l’80% del vigneto regionale mentre nei nuovi impianti e reimpianti prevale nella maggior parte dei casi la forma a filare (cordone speronato, cordone libero, gdc).
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