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Marche
 Il paesaggio marchigiano è caratterizzato da una estrema variabilità e si estende tra l’Appennino ed il mare: i massicci appenninici degradano verso il litorale adriatico attraverso colline dolci e movimentate, solcate da valli più o meno ampie. Dal punto di vista orografico, la superficie territoriale, di ettari 969.174, in base alla altitudine è così ripartita: montagna 36%, collina 53%, pianura 11%. La collina è prevalentemente argillosa, la pianura è costituita da terreno alluvionale abbastanza ricco. Il clima è caratterizzato da piovosità mal distribuita: la siccità estiva è ricorrente; dannosi talvolta sono i ritorni di freddo primaverili. Ad eccezione delle terre alluvionali pianeggianti lungo le tredici valli che solcano il territorio dall’Appennino al mare, ove si svolge attività agricola prevalentemente volta alle colture orticole e frutticole in forma intensiva e specializzata, il resto è collina e montagna. La collina di medio impasto e sciolta, riparata dai venti di mare, favorita dalla luminosità e dalla buona esposizione, è particolarmente vocata per la vite. Fin dai tempi antichi infatti, la vite ha avuto grande diffusione con prodotti anche di pregio in zone vocate, ma per l’importante ruolo socio-economico che ha rivestito, si è dilatata anche oltre le zone di elezione. La gamma dei vitigni era estesa e diversificata, non tutta di qualità e le viti venivano allevate nelle forme più atte alla quantità che alla qualità; si trattava della viticoltura promiscua che veniva espressa con modelli estremamente differenziati. La produzione soddisfaceva infatti anche le esigenze di “autosufficienza” famigliare della famiglia mezzadrile e diretto coltivatrice. Per quanto la coltura della vite sia da sempre presente nel territorio marchigiano,la sua razionalizzazione è iniziata in tempi relativamente recenti, e cioè a partire dagli anni ‘60, con l’applicazione della disciplina sulla tutela giuridica delle denominazioni di origine controllata. L’applicazione ditale disciplina ha così condotto dal 1963 ad oggi al riconoscimento di undici Denominazioni di Origine Controllata: Rosso Conero Rosso Piceno e Rosso Piceno Superiore Falerio Bianchello del Metauro Colli Pesaresi Verdiccchio di Matelica Esino Verdicchio dei Castelli di Jesi Colli Maceratesi Vernaccia di Serrapetrona Lacrima di Morro D’alba
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